Luca Ronconi. Ignorabimus. 1986
Luca Ronconi. Ignorabimus. 1986

Audio – Suono – Vocalità

Esempi sonori e vocali in ordine alfabetico per autore (e trasmissioni radiofoniche)

Babilonia Teatri, made in italy

di e con Valeria Raimondi, Enrico Castellani
scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe
costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli
luci e audio Luca Scotton
movimenti di scena Luca Scotton
organizzazione Alice Castellani
foto di scena Marco Caselli Nirmal
illustrazione Ilaria Dalle Donne
coproduzione Babilonia Teatri / Operaestate Festival Veneto
con il sostegno di Viva Opera CIrcus/Teatro dell’Angelo

Luigi CeccarelliBianco nero piano forte
progetto – Mara Cantoni Luigi Ceccarelli Silvia Lelli Roberto Masotti
fotografie – Lelli e Masotti
prose e versi – Mara Cantoni
musica e sound design – Luigi Ceccarelli
voce – Ermanna Montanari
produzione e realizzazione video – DDR Videoflot – Gerardo Lamattina
musiche realizzate presso – Edison Studio – Roma – IMEB – Bourges
produzione – Ravenna Festival
onVimeo

Luigi Ceccarelli, La mano – de profundis rock
Teatro delle Albe
scritta da Luca Doninelli
regia di Marco Martinelli
con Ermanna Montanari


Luigi Ceccarelli, Abominable a – parte 1
ALTRO, GRUPPO DI LAVORO INTERCODICE
di Achille Perilli
14 marzo 1979-Palazzo delle esposizioni-Roma
25 marzo 1979- Stodola-Varsavia-Rotunda-Cracovia
3 dicembre 1979-Palazzo delle esposizioni-Roma


Luigi CeccarelliAbominable a – parte 2
ALTRO, GRUPPO DI LAVORO INTERCODICE
di Achille Perilli
14 marzo 1979-Palazzo delle esposizioni-Roma
25 marzo 1979- Stodola-Varsavia-Rotunda-Cracovia
3 dicembre 1979-Palazzo delle esposizioni-Roma


Luigi Ceccarelli, Tupac amaru
da un poema di Gianni Toti
voce recitante di Giovanna Mori


Luigi Ceccarelli, La commedia della vanità
dal testo omonimo di Elias Canetti
regia di Giorgio Presburger
sonorizzazione di Luigi Ceccarelli
in onda su Rairadio3 nel gennaio 1999
con le voci, tra gli altri, di: Alessandro Haber, Paolo Bonacelli, Omero Antonutti, Ennio Fantastichini, Anna Bonaiuto, Gifuni, Paolo Calabresi.


Luigi Ceccarelli, Requiem
di Fanny & Alexander
Renzo Broccoli al trombone
voce di Elena Sartori


Alvin CurranRiti Marittimi
di Alvin Curran
L’opera, che inaugura una nuova stagione nella carriera di Curran, debutta nel 1980 al laghetto di Villa Borghese. Sulla locandina dell’evento si legge: “Riti Marittimi, environmental concert per cori e conchiglie sul laghetto del parco di villa Borghese con inizio al Tramonto”


Alvin CurranCartoline romane
Alvin CurranCanti e vedute del giardino magnetico
Alvin Curran, 1974
“Una serie di variazioni improvvisate su un nastro di rumori ambientali: Nell’elenco degli strumenti compaiono anche vento, fili d’alta tenzione, rumore di passi, gracidii di rane, rondini di Roma, api di Lerici, un condotto d’acqua, la spiaggia e inoltre armonica, scacciapensieri, kalimba, campane di vetro filicorno, tubo di plastica, voce e sintetizzatore, con cui Curran sviluppava tre melodie su una base sonora in lenta evoluzione.”
Alvin Curran. Canti e vedute del giardino magnetico. 1974.
Alvin Curran. Canti e vedute del giardino magnetico. 1974.


Mariangela GualtieriDimore delle voci
“Mantenere il passo conquistato”
16 maggio, ore: 17
Presentazione: Mauro Petruzziello e Walter Paradiso (dottorandi, Sapienza Università di Roma)

In questo incontro proferirò i versi che ho scritto per il teatro, accanto ai versi dei poeti che li hanno ispirati. Amelia Rosselli è stata molto spesso mia compagna di viaggi, ma anche Dante Alighieri, Dino Campana, Antonin Artaud, Dylan Thomas, Milo De Angelis, Jiri Orte ed altri.
Ogni volta che debbo scrivere il testo di un nuovo spettacolo, decido da quali versi di altri farmi influenzare. Questa influenza la scelgo, o sarebbe meglio dire: aspetto che si mi si riveli colui o colei che mi sarà maestro e che terrò vicinissimo nell’atto della scrittura. Si vedrà così di che cosa mi sono nutrita e come questo nutrimento di parole ha cercato di obbedire all’imperativo di Rimbaud “Il faut être absolument moderne. Point de cantiques: tenir le pas gagné”. Si vedrà come ho fiutato e seguito orme di altri per poi perdermi e così forse tracciare un sentiero che prima non c’era – o che forse c’è sempre stato. Tutto ciò con larga gratitudine a questi “coetanei che mi hanno preceduto”, e con piena umiltà (Mariangela Gualtieri).
Mariangela Gualtieri. Poeta, drammaturga e interprete. Fonda nel 1983 a Cesena il Teatro Valdoca con il regista Cesare Ronconi.
Sin dai primi spettacoli la ricerca drammaturgica manifesta un lavoro rigoroso nell’utilizzo del testo poetico.. Legata all’attività della compagnia è la Scuola Nomade, luogo di incontro e di formazione di giovani attori che ha portato alla realizzazione di spettacoli importanti come Ossicine (1994), Fuoco centrale(1995), e la Scuola di Poesia, che ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori poeti italiani (Luzi, Fortini, De Angelis, Cucchi…).
Ha pubblicato diverse raccolte di versi, fra cui: Antenata (Crocetti 1992), Fuoco centrale (Einaudi 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006), Bestia di gioia (Einaudi 2010) e Caino (Einaudi 2010).
LEZIONE-SPETTACOLO DI MARIANGELA GUALTIERI COMPLETA


Mariangela GualtieriNon c’è scatto
Teatro Valdoca
voce di Mariangela Gualtieri
testo estratto  dalla poesia Solenne, di Mariangela Gualtieri


Mariangela GualtieriAlcesti
Teatro Valdoca
voce di Mariangela Gualtieri
testo estratto  dalla poesia Solenne, di Mariangela Gualtieri


Mariangela GualtieriSii gentile
Teatro Valdoca
voce di Mariangela Gualtieri
testo estratto dalla poesia  Equestre, di Mariangela Gualtieri


Mariangela GualtieriBoccanera
da Chioma
Teatro Valdoca
testo estratto  dalla poesia Terrigno, di Mariangela Gualtieri
Voce di Mariangela Gualtieri


Mariangela Gualtieri, Non so se il vento
Teatro Valdoca
voce recitante di Mariangela Gualtieri
testo estratto  dalla poesia Solenne, di Mariangela Gualtieri


Chiara Guidi, Dimora delle voci
“Relazione sulla verità retrogada della voce”
23 maggio, ore: 17
Presentazione: Maria Cristina Reggio, Romina Marciante (gruppo àcusma)

Nell’arco di due ore Chiara guidi legge un racconto sulla pratica vocale di tipo molecolare, mostrando le connessioni di tipo sinfonico con alcuni brani musicali e proponendo esercizi agli spettatori.
La vastità enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte.
La tecnica l’ho chiamata “molecolare”, perché soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. La piallatura culturale ed emotiva operata su tutte le inflessioni e i significati della voce umana, colloca quest’ultima accanto a tutte le frequenze del suono.
Il vocabolario si arricchisce di nuove parole e la scala melodica oratoria riproduce voci tratte dalle più piccole particelle sonore della terra. Qui ha inizio il cammino a ritroso verso la verità della voce umana, e verso la potenza classica della parola. (Chiara Guidi).

Chiara Guidi, con Romeo e Claudia Castellucci fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio nel 1981, sviluppa una ricerca sulla voce come chiave drammaturgica nel dischiudere suono e senso di un testo, come corpo, azione, disegno, nell’ascolto della sua grana e nella costruzione, attraverso essa, di un tempo e di uno spazio. Rivolge la propria tecnica vocale sia a produzioni per un pubblico adulto, sia elaborando una specifica concezione di teatro per l’infanzia, premio Ubu nel 1998. Assumendo la musica come paradigma, a partire dal 2008 dirige Màntica. Esercizi di voce umana, un programma di teatro e musica al Teatro Comandini di Cesena, nel 2009 dirige il Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo di Romagna, e nel 2011 inaugura al Teatro Comandini Puerilia, festival di puericultura teatrale.
Del percorso di ricerca vocale fanno parte il concerto Madrigale appena narrabile (2007), Flatlandia (2008), lettura drammatica e musicale del racconto di E. Abbott, e i progetti L’ultima volta che vidi mio padre e Ingiuria, con Alexander Balanescu, Blixa Bargeld e Teho Teardo. Esito di un dialogo di lungo corso e della volontà di mettere alla prova sul palco l’incontro fra due diversi e autorevoli approcci alla tecnica vocale, nel 2012 Chiara Guidi ha prodotto con Ermanna Montanari lo spettacolo Poco lontano da qui. Fra le pubblicazioni, Cantar recitando in a cura di Valentina Valentini , Drammaturgie sonore. Teatri del secondo novecento, Bulzoni , Roma 2013. Chiara Guidi, Sulla tecnica molecolare della voce. Appunti di esperienze in luogo di una teoria. Culture teatrali. Teatri di Voce ( a cura di L. Amara e P. Di Matteo), n. 20 2010. Quaderni del Battello Ebbro, 2011
LEZIONE-SPETTACOLO DI CHIARA GUIDI COMPLETA


Peter Handke, Il blues della metropolitana
19 novembre 2014, RaiRadio3 – Tutto Esaurito!
Streaming Rai Radio3
Il blues della metropolitana, di Peter Handke
traduzione Stefania De Lucia
con Maurizio Donadoni 
e la partecipazione registrata di Manuela Mandracchia
drammaturgia sonora di Riccardo Fazi /Muta Imago
regia Veronica Cruciani

La terra sonora – Il teatro di Peter Handke 
a cura di Valentina Valentini e Francesco Fiorentino. In collaborazione con Scuolaroma. Coordinamento Daria Deflorian. Con il contributo di: Centro Teatro Ateneo / RAI Radio3 / Università di Roma Tre – Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere / Istituto Italiano di Studi Germanici / Forum Austriaco di Cultura di Roma / Goethe-Institut / Dominio Pubblico. Organizzazione e comunicazione PAV. Si ringrazia Rialto Santambrogio, Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali.


Roberto Latini, Dimora delle voci
Radiovisioni – Il teatro amplifica il silenzio
22 maggio, ore: 17
Presentazione: di Luigi Avantaggiato (dottorando, Sapienza Università di Roma)
L’ incontro muove da un’indagine sull’uso dei microfoni, della motion capture, fino alla tecnica per l’ascolto denominata “aurofonia”, attraverso lo sguardo sul lavoro artistico svolto dalla compagnia Fortebraccio Teatro, e in particolare dalla relazione produttiva di Roberto Latini e Gianluca Misiti.

Le grammatiche sonore aumentano la scena e moltiplicano la visione (Roberto Latini).
Roberto Latini si forma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca Teatrale “Il Mulino di Fiora” diretto da Perla Peragallo dove si diploma nel 1992. Attore, autore e regista, combina la sua attività di produzione alla direzione artistica del Teatro San Martino di Bologna che guida dal 2007. È il fondatore e direttore artistico di FORTEBRACCIO TEATRO, compagnia riconosciuta dal 1999 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È laureato in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Tra le pubblicazioni: a cura di Katia Ippasu, Io sono un’attrice. I teatri di Roberto Latini, Editoria e Spettacolo.
LEZIONE-SPETTACOLO DI ROBERTO LATINI COMPLETA


MEVThe sound pool
Musica Elettronica Viva – MEV
gruppo fondato nel 1966 composto da Alvin Curran, Richard Teitelbaum, Frederic Rzewski, Allan Bryant, Carol Plantamura, Ivan Vandor, Steve Lacy, e Jon Phetteplace.

Ermanna Montanari, Dimore delle voci
Ermanna Montanari
La camera da ricevere
28 maggio, ore: 17
Presentazione:
Leili Galehdaran (dottoranda, Sapienza Università di Roma e poeta) e Ida Vinella( gruppo àcusma)
Dalla stanza dei travestimenti le arie e le figure degli spettacoli e del repertorio di una grande attrice: Fatima asina parlante, Rosvita dalla squillante voce, Madre Ubu che squittisce le sue invettive, l’instupidimento di Alcina, l’afasia di Arpagone, la spudoratezza di Tonina Pantani.

Nel casolare in cui vivevo da bambina c’era una stanza al pianterreno che si teneva sempre chiusa, chiamata la cambra da rizèvar, che per comprarla il nonno vendette la più preziosa mucca da latte della sua stalla. La camera si apriva solo due volte l’anno, a Pasqua e a Natale, per accogliere i parenti: i nonni materni, le zie vedove, i cugini dalla Francia, tutti abbigliati nei loro goffi vestiti della domenica.
La cambra da rizèvar, con l’andare del tempo, era diventata il nascondiglio dove, senza essere vista dagli abitanti della casa, potevo confidare le mie avventure canterine e i miei travestimenti che da lì iniziarono a prendere forma. Un luogo fragile, buio, non percorribile, denso di insidie
(Ermanna Montanari).
Fonda nel 1983 il “Teatro delle Albe” con Marco Martinelli, Marcella Nonni lavorando come autrice, attrice e scenografa, in un percorso che caratterizza la compagnia attraverso il filo doppio della ricerca e della tradizione, invenzione di linguaggi contemporanei e attenzione al proprio patrimonio etnico.
Nel 1986 è autrice e unica interprete di Confine, spettacolo ispirato ai racconti di Marco Belpoliti. Nel 1991, il Teatro delle Albe fonda “Ravenna Teatro”, “Teatro Stabile di Innovazione”, per il quale dal 1991 al 1995 Ermanna Montanari cura la direzione artistica del progetto Il linguaggio della dea.
Ha pubblicato sulle riviste LapisRigaIl sempliceThe Open PageLo Straniero.
Nel 2009 le viene assegnata la direzione artistica del Festival di Santarcangelo, assieme a Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio), Enrico Casagrande (Motus) nell’ambito del progetto triennale “Santarcangelo 2009-2011.
Vincitrice del Premio Ubu come miglior attrice nel 2000, 2007, 2010.
LEZIONE-SPETTACOLO DI ERMANNA MONTANARI COMPLETA


PathosformelLa timidezza delle ossa
“Lo spettacolo è una sfida al concetto di performatività. La domanda a cui sembra rispondere è: qual è il limite a cui si può tendere la presenza del performer? In scena, un telo bianco in PVC, che assomiglia a uno schermo cinematografico. I performer, dietro il telo, producono azioni che si imprimono come bassorilievi su di esso, in un gioco di apparizione e sparizione fantasmatica di ossa, seni, glutei, muscoli addominali. Il registro sonoro nasce, secondo la stessa volontà dei Pathosformel, per “sovrascrivere” le immagini prodotte dischiudendone e amplificandone i significati. Su drones spiraliformi vengono affrescati scricchiolii, rumori, risate, spettrali voci registrate il cui andamento appare strappato o tagliato per amplificarne la natura spaesante”.
Mauro Petruzzello
prima rappresentazione: 2007
Special mention – Scenario Award 2007, Ubu Prize 2008

SantasangreSeigradi
Ideazione: Diana Arbib, Luca Brinchi, Maria Carmela Milano, Pasquale Tricoci, Dario Salvagnini, Roberta Zanardo
Corpo e voce: Roberta Zanardo
Registrazioni: voce e violino – H.E.R.; violoncello – Viola Mattioni; fiati – Giacomo Piccioni
Partitura sonora ed elaborazione dal vivo: Dario Salvagnini
Prima rappresentazione: Roma, Romaeuropa festival, 23 gennaio 2009
“Seigradi nasce da una serie di studi il cui titolo evidenzia la sua natura fortemente musicale: Concerto per voce e musiche sintetiche. Il termine concerto va assunto nella valenza di concertazione, laddove innumerevoli linguaggi (suono, video, uso della luce, presenza del corpo in scena) vanno a formare un tutt’uno spettacolare. Il tema evocato – la nascita di una forma di vita, la sua evoluzione e la sua morte dovuta alla desertificazione generata da un innalzamento della temperatura terrestre – è articolato secondo la forma-sonata su cui si adagiano tutti i grumi tematici e l’uso dei linguaggi della scena: all’introduzione corrisponde l’aria e un cromatismo legato al bianco; all’esposizione l’acqua e il colore blu; allo sviluppo il fuoco e il rosso; alla ripresa e chiusura la terra e i colori del deserto. Il suono, secondo la compagnia, conferisce significato emotivo alla scena. L’uso della voce, in parte live e in parte registrata, subisce la stessa evoluzione degli altri linguaggi dello spettacolo, che va dalla nascita (caratterizzata da toni bassi, singulti, piccoli schiocchi, lallazioni) alla pienezza espressa dal canto di una melodia senza parole e alla sua successiva esplosione e disarticolazione, fino ad una totale assenza, segno di morte.”
Mauro Petruzziello

Carlo Serrra, Seminario. Ordine e disordine in musica
E’ certamente sorprendente che il tema dell’ordine e del disordine in musica non abbia mai messo capo a categorie estetiche specifiche, ma sia stato spesso lambito o sfiorato nella riflessione estetica e compositiva, saldamente intrecciato ad altre categorie. Il novecento musicale, e, in particolare, all’interno della riflessione del secondo dopo guerra, si è invece profondamente impegnata in una rivalutazione del concetto di disordine, spesso in direzione antistrutturalistica, o all’interno di una riflessione sulla crisi del concetto di modello, all’interno della costruzione dell’oggetto musicale. John Cage , Morton Feldman, e Wolfgang Rihm sono forse le voci che hanno più nitidamente rivendicato la necessità di un procedere compositivo in cui il caso, o, meglio ancora, la creazione di regole locali che riverberano irrimediabilmente la propria ombra sul profilo dell’opera, indebolendo la struttura attraverso un paradossale lavoro di caratterizzazione. In particolare, la nostra attenzione si volgerà verso un’opera di RIhm particolarmente significativa dal questo punto di vista, Tutuguri, tratto dall’omonimo rituale proposto ad Antonin Artaud in Per farla finita con il giudizio di Dio.

Teatro delle AlbeL’isola di alcina – lo straniero
Estratto “Lo Straniero” dallo spettacolo “L’isola di Alcina, concerto per corno e voce romagnola”
testo: Nevio Spadoni
ideazione: Marco Martinelli, Ermanna Montanari.
musica e regia del suono: Luigi Ceccarelli.
in scena: Ermanna Montanari, Laura Redaelli, Francesco Antonelli, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Danilo Maniscalco, Alessandro Renda.
regia: Marco Martinelli
Prima nazionale La Biennale di Venezia, Venezia, Teatro Goldoni, 8 giugno 2000
” L’istupidimento di due sorelle della campagna romagnola, invischiate in un incantamento di trappole amorose, ognuna in una propria mancata corrispondenza tra immagine e sostanza, come negli effetti della magia, è stato da noi sovrapposto alla pagina del Furioso. A Nevio Spadoni, poeta in lingua romagnola, abbiamo chiesto di scrivere il canto di questa nostra Alcina, pietrificata nella “pena”, lamento e maledizione. A Luigi Ceccarelli, musicista, di comporre una partitura capace di disegnare, coi suoni, il terremoto interiore che squarcia la fata. Anche la lingua muta sembiante e si fa dialetto, lingua selvatica, voce incaponita, suono indecifrabile, invischiata nella “inestricabil ragna” (XIV, 52) del tormento amoroso, “int e’ rispir longh de’ vent/ch’e’ smesa l’acva int e’ su pas”. Non c’è azione, non c’è dramma: solo l’errare della voce vagabonda, visione fabulatoria in cui ci si può perdere come nello schianto dei sogni”.  in  L’istupidimento di Alcina, di Marco Martilnelli, Ermanna Montanari.

Teatro Valdoca, Chioma
testo: Mariangela Gualtieri
scene luci e regia:  Cesare Ronconi
con Gabriella Rusticali
prima nazionale Teatro Kismet, Bari, 4 novembre 2000
Chioma è scritto per Gabriella Rusticali, attrice storica del Teatro Valdoca ed interprete fondamentale dei principali spettacoli della Compagnia.  Il testo contiene elementi della sua vita ed i registri potenti ed evocativi della sua recitazione.

Teatro ValdocaCanto di ferro – paesaggio con fratello rotto
debutto : Teatro Storchi Modena, 28 ottobre 2005
regia e luci Cesare Ronconi
parole Mariangela Gualtieri
con Marianna Andrigo, Vanessa Bissiri, Silvia Calderoni, Leonardo Delogu, Elisabetta Ferrari, Dario Giovannini, Gaetano Liberti, Muna Mussie, Vincenzo Schino, Florent Vaudatin
musiche dal vivo Dario Giovannini
campionamenti Aidoru e Paolo Aralla
prima nazionale Teatro Storchi, Modena, 28 ottobre 2005
“In quest’opera c’è il ritratto, l’istantanea, di qualcosa di attuale e invisibile. C’è un dolore che sembra riguardare soprattutto l’occidente: la spaccatura micidiale fra noi e l’anima del mondo, quell’energia intuita e sempre tradita, che ci tiene vivi. Questa “anima del mondo”, taciuta con superiorità dalla scienza, rimpicciolita a corpuscolo con macchie dalla religione, resa ridicola dalla razionalità, resa retorica e melensa dalla lingua corrente, questo pezzo di brace cosmica che brucia nella terra e in ognuno di noi, questo è ciò che viene fotografato in questa opera. È anche fotografata la distanza fra ciò che sentiamo e il modo in cui viviamo, fra il nostro dentro e il nostro fuori, per dirla semplicemente. […]”.  Mariangela Gualtieri.

Hubert WestkemperMolly sott’acqua da 'Molly Sweeney' di Andrea De Rosa
Autore: Brian Friel
Regia: Andrea De Rosa
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione
Cast: Umberto Orsini, Valentina Sperlì, Leonardo Capuano

Hubert WestkemperIl giardino con i fiori tratto da 'Molly Sweeney'
Autore: Brian Friel
Regia: Andrea De Rosa
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione
Cast: Umberto Orsini, Valentina Sperlì, Leonardo Capuano

Hubert WestkemperClitennestra parla con elettra, tratto da “elettra” di Andrea De Rosa
Elettra
di Hugo Von Hofmannsthal
Un progetto di Andrea De Rosa e Hubert Westkemper
Con Frédérique Loliée, Maria Grazia Mandruzzato, Moira Grassi, Paolo Briguglia.
Regia di Andrea De Rosa; suono di Hubert Westkemper; scene di Raffaele Di Florio; costumi di Ursula Patzak; luci di Enrico Bagnoli; musiche di Giorgio Mellone.

Torino, Teatro Stabile – Cavallerizza Reale , 7-19 dicembre 2004
Napoli, Teatro Mercadante, 19-16 gennaio 2005


Hubert Westkemper, Musica per il balletto che le danzatrici stanno mettendo in scena, tratto da <em>il panico</em>
autore: Rafael Spregelburd
regia: Luca Ronconi
scenografo: Marco Rossi
costumista: Gianluca Sbicca
traduzione: Manuela Cherubini
luci: AJ Weissbard
suono: Hubert Westkemper
trucco e acconciature: Aldo Signoretti
con: (in ordine alfabetico) Riccardo Bini, Francesca Ciocchetti, Clio Cipolletta, Fabrizio Falco, Iaia Forte, Elena Ghiaurov, Lucrezia Guidone, Manuela Mandracchia, Valeria Milillo, Maria Paiato, María Pilar Peréz Aspa, Valentina Picello, Paolo Pierobon, Alvia Reale, Bruna Rossi, Sandra Toffolatti
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Milano, Piccolo Teatro Strehler
15/01/2013

Hubert WestkemperEsempio sonoro 1 da Ignorabimus
autore: Arno Holz
regia: Luca Ronconi
scenografo: Margherita Palli
costumista: Vera Marzot
traduzione: Cesare Mazzonis
luci: Sergio Rossi
suono: Hubert Westkemper
con Edmonda Aldini, Delia Boccardo, Marisa Fabbri, Annamaria Gherardi, Franca Nuti
Produzione Teatro Regionale Toscano e Teatro Comunale Metastasio di Prato
Prato, Fabbricone
18/05/1986

Hubert WestkemperEsempio sonoro 2 da Ignorabimus
autore: Arno Holz
regia: Luca Ronconi
scenografo: Margherita Palli
costumista: Vera Marzot
traduzione: Cesare Mazzonis
luci: Sergio Rossi
suono: Hubert Westkemper
con Edmonda Aldini, Delia Boccardo, Marisa Fabbri, Annamaria Gherardi, Franca Nuti
Produzione Teatro Regionale Toscano e Teatro Comunale Metastasio di Prato
Prato, Fabbricone
18/05/1986

Hubert WestkemperEsempio sonoro 3 da Ignorabimus
autore: Arno Holz
regia: Luca Ronconi
scenografo: Margherita Palli
costumista: Vera Marzot
traduzione: Cesare Mazzonis
luci: Sergio Rossi
suono: Hubert Westkemper
con Edmonda Aldini, Delia Boccardo, Marisa Fabbri, Annamaria Gherardi, Franca Nuti
Produzione Teatro Regionale Toscano e Teatro Comunale Metastasio di Prato
Prato, Fabbricone
18/05/1986

Hubert WestkemperEsempio sonoro 4 da Ignorabimus
autore: Arno Holz
regia: Luca Ronconi
scenografo: Margherita Palli
costumista: Vera Marzot
traduzione: Cesare Mazzonis
luci: Sergio Rossi
suono: Hubert Westkemper
con Edmonda Aldini, Delia Boccardo, Marisa Fabbri, Annamaria Gherardi, Franca Nuti
Produzione Teatro Regionale Toscano e Teatro Comunale Metastasio di Prato
Prato, Fabbricone
18/05/1986

Valentina Valentini, Walter ParadisoMixage voci femminili – parte prima
Valentina Valentini, Walter ParadisoMixage voci femminili – parte seconda

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